RECENSIONI AMANTI E REDUCI

“Voce e sentimento messi a disposizione di un tot di minuti di volo, un disco importante e virtuoso che ingloba cantautorato, segnali wave e traiettorie care agli anni Novanta, tutte vibrazioni avvolte nell’eleganza come nelle atmosfere fogghy che si infiltrano in lungo e largo nella list; con  la fattiva collaborazione di artisti come Lele Battistae Giuliano Dottori, l’autenticità ben motivata di questo lavoro si fa specialità suggestiva nel momento preciso che“L’ultimo giorno” e “Quello che vorrei” transitano come una sfuggente lamina di luce tra i woofer e un animo ripulito, il finale ideale per un disco che arriva in punta di piedi e se ne va col rumore del silenzio tra le pieghe dell’immenso. Stupendo.” (Shiver Webzine)
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“Senza paura di essere smentiti, tantomeno senza paura d’esagerare, chiariamo subito che Amanti e Reduci dei Rumori dal Fondo è uno dei dischi italiani più belli del 2013.” (Rockshock.it)
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Amanti e reduci si trova a metà tra l’amore e l’odio, tra la pace e la guerra, tra la mente e lo spirito.” (Mescalina.it)
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“…non è una rivelazione esplicita, è qualcosa che emerge lentamente e che arriva a pieno compimento nella quarta traccia “Le cose che non vuoi”, forse la più bella dell’album. È qui, per l’esattezza nella coda strumentale, che “Amanti e Reduci” rivela il proprio spessore, dimostrando di essere un album tutt’altro che piatto e ordinario.” (Rockit)
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“Un disco assolutamente di spessore, ben suonato e ben strutturato, rotondo e pregno, le cui note si piegano con grande maestria ad un ascolto piacevole e variegato: arrangiamenti differenti, ritmiche diverse, ma un unico fil rouge tenue ed elegante.” (MolaMolawebzine)
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“Con ”Amanti e Reduci” la band ha trovato la miscela giusta per un pop-rock sperimentale, malinconico e romantico soprattutto in Rivestirai l’Inverno, Le Cose Che Non Vuoi, Amanti e Reduci e in Quello Che Vorrei, decisamente i pezzi migliori di questo lavoro. Disco per sognatori immersi nella nebbia delle nuvole.”  (ExtramusicMag)

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“Amanti E Reduci” si muove morbido e punta ad avvolgerci lento piuttosto che colpirci con l’impatto.”  (Troublezine)
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“La voce del cantante Massimiliano Galli è una voce che ammalia, che si fa ascoltare e i suoni che lo accompagnano sono il sottofondo ideale per il suo tono quasi confidenziale. Chitarre sognanti, a volte sembrano quasi accennate, che ci raccontano in musica quello che vogliono dirci le parole” (Lamusicarock)
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“Quando si interrompe il flusso fluido si ritorna alle ignote possibilità, ai vuoti, all’immobilità, al non saper più decidere, se essere amanti o reduci, tra illusione e autenticità. (Amanti e reduci, Luna).
Fortunatamente l’autenticità vince come splendidamente dichiarato in Quello che vorrei, un brano scarno che sa di intima poesia, “vorrei più onestà ed anima per meritarla o dissolvermi nei tuoi oceani”.” (complicelamusica.tumblr.com)
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Potendo ora traversare sensorialmente giunchi lacuali e ormeggi di immediata chiarezza stilistica (Le cose che non vuoi) il gruppo può nel concreto puntare ad una più alta produzione  per il prossimo avvenire, label di gusto permettendo.” (Musiczoom.it)
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Un delicato e caldo soffio di sonorità pop si diffonde nell’aria, grande eleganza e tanta passione
(Mag-Music)
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Rumori Dal Fondo – demo 2005

“Rumori dal fondo” è l’interessante progetto nato fra Milano e Bergamo ad opera di un trio di validi musicisti con alle spalle un buon numero di esperienze con vari progetti personali e, in alcuni casi, di artisti noti. Massimiliano Galli (voce e chitarre), Alessandro Virgulto (basso) e Mattia Pittella (batteria) in ormai due anni di collaborazione hanno prodotto un demo assai interessante in cui propongono tre brani rock moderni, in cui troviamo chiare influenze di alcuni dei più grandi artisti italiani e internazionali, ma allo stesso tempo una ben definita personalità, maturata dai nostri nel corso degli anni. “Dentro le tue stanze” apre il demo con la sua melancolica atmosfera dark ed echi di band come A Perfect Circe o gli Afterhours più drammatici dell’ultimo “Ballate per piccole iene”; il brano, davvero emozionante, rivela un ottimo songwriting e colpisce con melodie efficaci e toccanti. Nella seconda traccia, “Traiettorie”, la band dà vita ad un brano molto più diretto e incisivo, che ancora una volta si rivela efficace, grazie all’ottima performance vocale di Galli e alla sessione ritmica dei suoi compagni, oltre che ad una (auto)produzione decisamente valida. Meno efficace è invece il pezzo conclusivo, intitolato “La rapina”, anch’esso ben prodotto e suonato però privo a mio avviso del giusto mordente. Il trio qui non riesce a far saltar fuori la personalità mostrata nei precedenti pezzi dando l’impressione di adagiarsi sui clichè del genere – Radiohead in primis; non un cattivo pezzo, ma rispetto ai precedenti manca della giusta personalità e grinta. Ciò nonostante, questo “Demo 2005” è un più che valido inizio per questi ragazzi dotati di un indubbio talento e di idee, da cui è lecito aspettarsi qualcosa di interessante in futuro.
ROCKLAB


Rumori Dal Fondo – Imperfezioni

Da Milano, i Rumori Dal Fondo, per aspirare a qualcosa di più. “Imperfezioni”, il loro disco autoprodotto in un garage, non ha nulla da invidiare a produzioni super acclamate e sponsorizzate. La band milanese esprime un rock dolce, spigoloso e malinconico che ti lascia con il fiato sospeso per le intere 12 tracce. La voce e le liriche di Massimiliano Galli ci parlano della ricerca della perfezione e del ritrovarsi nella giusta imperfezione e lo fanno con una pulizia espressiva unica. Canzoni come “Derive” , “Post-Atomic Melody” , ma anche “Forme di Fragile Egoismo” e “Traiettorie” esplorano sonorità che ricordano, rimandano, ai Radiohead, ai Marlene Kuntz, al cantautorato italico più fine (vedi Cesare Basile e Marco Parente) . Il tutto è ben retto da una forte componente strumentale a sostegno delle emozioni di ogni singola canzone, con le delicate e decise presenze di piano, synth, programmazioni e glockenspiel. Attendere solamente che qualcuno si accorga di questo progetto.
BEAUTIFUL FREAK MAGAZINE (Emiliano De Carolis)


Rumori Dal Fondo – demo 2005 (Cd-r autoprodotto, 2005) 

Ecco quello che si dice un demo. Tre pezzi dimostrativi, tre cartucce sparate con foga (se non con precisione) di un arsenale che – a sentire la band – può contarne già una ventina. I Rumori Dal Fondo sono duo lombardo che sembra piantare il centro di gravità in quella linea d’ombra che vide i Radiohead transitare dalle forme irruenti e ingenue di Pablo Honey alla frenesia apocalittica di The Bends, ovvero circa dalle parti dell’ep My Iron Lung. Non si tratta solo di questo, ci mancherebbe, però è principalmente a quell’oggetto semi-oscuro che viene da pensare ad esempio di fronte all’impeto spigoloso/spinoso di Traiettorie, e potremmo dire lo stesso per il valzer screziato d’amara ebbrezza di La rapina.
Completano il quadro di riferimenti la veemenza obliqua e accorata degli Scisma, certi sussulti melodici come la Ginevra di Marco più umorale, i Pearl Jam più funkeggianti e “oscuri”, e finalmente – e innanzitutto – un’emotività dolente molto Marlene Kuntz, il cui spettro ossuto pervade il tre quarti sincopato di Dentro le tue stanze. Pezzo quest’ultimo dal DNA sorprendente, se è vero che tra cupezze Marlene coniugate Smog, incandescenze emo e barbagli post si fa largo un ispessimento ritmico/timbrico (sono archi o tastiere o cosa quella nebbia bituminosa nel finale?) dalle neanche troppo vaghe ascendenza prog. Curioso poi come nella parte conclusiva di La rapina, un po’ per l’ostinazione del basso un po’ per la stilizzazione dei watt, tutto sembra convogliare dalle parti di un soul meccanico, artificioso, straniante, ossificato da memorie wave per non dire kraut. Insomma, ti si spostano un po’ di coordinate sotto i piedi che neanche te ne accorgi, quasi che i RDF fossero qualcosa in più che la solita ragazzata con un bel sogno nel cassetto e in tasca un ferreo progetto di emulazione/dissimulazione. Ciò che effettivamente potrebbero sembrare, almeno ad un primo ascolto.
Resta da dire che la voce non è eccelsa, indugia su registri un po’ Subsonica un po’ Verdena (quelle lamentose e non certo vigorose espettorazioni), ma ha dalla sua una certa sincerità. Quanto ai testi, che alludono a distanze, dissoluzioni, perdizioni, incastri e collisioni dentro scenari di (iper)modernità cupa, sono piuttosto buoni e possono migliorare (un pizzico di sano cinismo a compensare l’attitudine melò, ad esempio, non guasterebbe). Aspettiamo altre dimostrazioni.(6.7/10)
di Stefano Solventi – SENTIREASCOLTARE 


Rumori dal fondo – Imperfezioni

Jeff Buckley, accenni post-rock, vaghezze Radiohead prima maniera su basi sincopate. Di tutto un po’ in questo Imperfezioni dei milanesi Rumori dal fondo, in dosi consigliate e senza esagerare con nessuno degli ingredienti. Per dare il giusto appeal a un suono in bilico tra spigoli e narcosi, leggere accelerazioni e cambi di tempo, e ottenere dodici tracce chitarra, batteria, basso, synth capaci di solleticare l’immaginazione, richiamare qualche eroe locale – i Marlene Kuntz di Derive – e regalare tre quarti d’ora di musica sopra alla media (voto: 6.7/10)  (f.z.)
SENTIREASCOLTARE


Rumori dal fondo – Imperfezioni

“Un ventennio di rock underground del Nord Italia, con tutto il suo sostrato di poetica tormentata, alla fine sortisce effetti come questo. I Rumori dal fondo sono figli della dorsale che da anni si muove tra La Crus e Afterhours passando per i Marlene Kuntz e arrivando ai momenti piu’ intimisti e meno fracassoni dei Verdena. Due cose sono sicure, la prima e’ che per questa musica in Italia, specie tra le nebbie del nord, ci sara’ sempre un pubblico, la seconda e’ che guardando la lista delle band alle quali i Rumori di Fondo hanno fatto da supporters, beh, loro sono meglio di molte di queste”
NOKIA TRENDS LAB


Rumori dal fondo – Imperfezioni

In Italia sono davvero tanti i gruppi che suonano seguendo quello “stile” che spesso viene definito come “alternative rock”, band che sovente vengono schiacciate da scomode etichette appiccicate sopra per tristi comodità o infastiditi da azzardate somiglianze. I Rumori Dal Fondo sono una di queste. Un buon gruppo che tanti probabilmente avranno accostato ad Afterhours o Marlene Kuntz, solo per fare due nomi (i soliti) e non a caso. Ma i paragoni reggono poco, anzi risultano inutili anche perché in questo modo non li si aiuta certo a crescere, a farsi conoscere, a far sì che possano suonare e comporre liberi di fardelli. E allora forse è meglio scegliere la strada dell’autoproduzione e dell’autopromozione: il loro risultato in questi termini è davvero ottimo. Qui, in questo ‘Imperfezioni’ (scaricabile gratuitamente dal loro sito) ci sono undici canzoni di buon livello, che si fanno ascoltare bene subito, ma hanno bisogno di tempo per aprirsi completamente e rivelarsi all’ascoltatore. Il gruppo ci sa fare sin dall’inizio, suona bene e vengono a crearsi delle atmosfere ricercate e intense, accompagnate da una poetica crepuscolare non banale. Forse una maggiore spigliatezza in alcuni momenti e una estremizzazione di alcune parti gioverebbe però al lavoro. Sembrano troppo precisi, assomigliano a chi vuole stare in bella posa durante un uragano, senza provare la bellezza di venir trasportati da esso. Un lavoro in realtà con poche imperfezioni tecniche che sembra promettere bene sul futuro dei Rumori Dal Fondo, se solo imparassero a lasciarsi andare un po’ di più.
Paolo Viscardi, ROCKLAB


Rumori dal fondo – Imperfezioni

Vi presentiamo il cd dei Rumori dal Fondo, “Imperfezioni”, un rock melodico dalle sfumature malinconiche arricchito da una bella voce e dei ritornelli gradevoli- Un gruppo di bravi musicisti che vi consigliamo di scoprire.

Per questo sabato abbiamo piacevolmente ascoltato i Rumori dal Fondo, un gruppo emerso sullo scenario musicale underground milanese. Loro sono: Massimiliano Galli (voce), Mattia Pittella (batteria), Cristian Chierici (chitarre), Mauro Ranzato (basso), nell’attuale formazione del gruppo. In realtà, nel cd, accanto a Massimiliano e Mattia c’era il bassista Alessandro Virgulto; e quello che emerge da subito è che i Rumori dal Fondo sono bravi musicisti. I loro pezzi sono arrangiati in modo preciso e sapiente, per una qualità degna di un cd di serie A, prodotto in casa discografica e distribuito in tutto il paese; invece, loro sono auto-prodotti, il cd è reperibile fin qui solo perché scaricabile dal sito della band, e la cosa, credetemi, stupisce! Stilisticamente, non completamente maturi, hanno spunti molto interessanti e pregevoli ancora da sviluppare: la componente malinconica e cupa, che è ovviamente pregnante e da cui dicono di essere stati ispirati, lascia, a parer mio, degli spiragli positivi e quasi solari, forse all’insaputa degli stessi autori.  La vanità, infatti, è solo finta e l’egoismo è fragile, la musica mi sembra addirittura essere coerente con questa apertura e non batte monotona su note depressive, ma, al contrario, si riscatta in tratti quasi allegri e coloriti. “Traiettorie”, a questo proposito, stupisce: su una musica bella e attiva, Massimiliano parla cantando di una via predefinita dalla quale si può, per fortuna, uscire sbandando; e poi “Come stai?” è un’accorata e dolce domanda rivolta ad un amico, ad una compagna o a tutto il mondo, nel sospeso e confuso tentativo di uscire dalla propria grigia individualità.
E’ un rock melodico, quello dei RDF, che sa di molte cose, pieno di echi e rimandi più o meno noti; tutto amalgamato con un personale gusto. Ne risulta un cd piacevole da ascoltare e bello da subito, con una bella voce e bei ritornelli; resta, però, una forte curiosità leggendo, tra le note biografiche, di alcuni live con brani in versione elettronico/acustica: da un lato per la mia personale impossibilità (data la distanza Siracusa-Milano) di assistere ad uno di questi concerti, dall’altro per l’impressione che “Imperfezioni” possa essere ancor più bello con più elettronica.
Di Sara Montoneri –ilmegafono.org